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Non eravamo abituati all’ascolto. O forse sì, ma in modo superficiale.

Ascoltare è un’azione essenziale in comunicazione.
Comunicazione intesa nella sua più ampia definizione dalla comunicazione, per esempio, aziendale a quella che si fa per interazione sociale.  

Atto di ascoltare è come l’atto di comunicare. Un processo che diamo per scontato, ma così non è.
Ascoltare e comunicare sono processi strettamente collegati. 
 

L’ascolto è essenziale: per noi e per l’altro. 
In questo periodo, duro e faticoso, in piena emergenza sanitaria l’ascoltare e l’osservare sono le uniche azioni che ci sono permesse. 
Possiamo ora parlare di ascolto per il nostro brand e per i nostri consumatori.  

La lezione sull’ascolto della multinazionale UNILEVER

Partendo da alcune lezioni imparate da Paolo Iabichino nel suo libro “Scripta Volant” possiamo ricordare la storia della multinazionale Unilever quando nel 2014 ha rimesso sul mercato un prodotto che aveva tolto dalla distribuzione ben 13 anni prima.

Questa storia è la storia del gelato Winner Taco, reclamato dai migliaia di like sulla pagina Facebook creata da due giovani studenti nostalgici. 

Nel 2014, il responsabile Marketing Ice Cream Unilever Italia tramite un comunicato stampa afferma:

“Noi di Algida abbiamo imparato ad ascoltare e analizzare con attenzione i messaggi che le persone e in particolar modo i fan dei nostri prodotti trasmettono attraverso internet. Solo in questo modo possiamo comprendere le reali tendenze del mercato e rispondere in modo corretto con i nostri prodotti. 13 anni fa l’azienda ha deciso di non continuare a produrre questo gelato in quanto, a fronte di complessità produttive, sono state introdotte sul mercato diverse novità in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. Ma ascoltando analizzando le richieste della rete abbiamo compreso che si trattava di un reale movimento di fan che dimostravano un reale e concreto amore per Winner Taco. E questo ci ha fatto riflettere attentamente sulle strategie da adottare”.

[Leggi l’intero comunicato stampa: https://www.unilever.it/news/comunicati-stampa/2014/ritorna-winner-taco.html 

Come abbiamo imparato dalle parole di Unilever non possiamo non capire che come afferma Paolo Iabichino “Per chi scrive pubblicità ascoltare questi pubblici ci aiuta nella costruzione dei propri messaggi – e del proprio brand -, perchè costringe a cercare il loro consenso”.  

Il nostro scrivere e ascoltare il nostro interlocutore non deve servire a convincere qualcuno a comprare qualcosa: deve saper toccare le corde giuste perché il prodotto venga scelto dal maggior numero possibile di persone.

In uno scenario di questo tipo, come quello che stiamo vivendo noi, in piena emergenza sanitaria le parole, le immagini e le storie sono la chiave attraverso cui riusciamo a instaurare relazioni di fiducia.

Questo insegnamento vale per ogni singolo essere umano, e non solo per un brand. Un brand è solo l’insieme di singoli individui e ancora prima di ascoltare il nostro brand e i nostri consumatori dobbiamo ascoltare noi stessi e il singolo individuo che genererà in seguito una comunità più allargata. 

Ascoltiamo i contesti entro cui ci muoviamo. Sentiamo il polso delle persone alle quali ci rivolgiamo […] Parlare senza ascoltare chi hai di fronte, infatti, è sempre stato più comodo rispetto al modulare la propria comunicazione in funzione dei propri interlocutori.  

Un po’ come quando si ha a che fare con i bambini: puoi parlare con loro in falsetto, fare grandi sorrisi e convincerti di essere apprezzato quando interagiscono, ma solo quando ti inginocchierai per guardarli negli occhi e ti sforzerai di ascoltarli prima di dire la tua, loro ti accetteranno come compagno di giochi, si fideranno di te e le tue parole assumeranno per loto un significato

ci insegna Paolo Iabichino in “Scripta volant”.  

Ascoltare e sentire sono due verbi e due processi vitali.  

Ecco, se fino ad ora non ce lo siamo chiesti, fermiamoci e chiediamocelo: “Ma io, ascolto davvero il mio interlocutore? Ascolto davvero me stesso?”. E una volta chiesto mettiamolo in pratica questo processo di ascoltare sentire l’altro 

Oggi più che mai, sopratutto in questa emergenza sanitaria, ci tirerà fuori la scienza e la tecnologia, senz’altro saranno strumenti indispensabili e funzionali se usati con la giusta consapevolezza e conoscenza, ma senza umanitàempatiasolidarietà ascolto saremo persi per sempre.  

 

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